Castello di Gradara - Solo 3 Km da Cattolica...

Visitando Gradara, questo piccolo borgo che sorge a 142 metri sul livello del mare, nell’entroterra al confine tra Marche e Romagna, è possibile vivere l’atmosfera medioevale restando nel 21° secolo. Gradara è famosa per essere stata il luogo in cui si è consumata la tragedia di Paolo e Francesca, descritta magistralmente da Dante Alighieri e da altri famosi poeti, scrittori, musicisti e pittori come: Silvio Pellico, Gabriele D’Annunzio, F. Giani, A. Scheffer, F. Gonin, R. Zandonai e Ciaikowsky, per citarne alcuni. A soli 5 km dal casello di Cattolica-Gabicce Mare dell’autostrada A14, Gradara è facilmente raggiungibile: dista circa 25 Km da Rimini e 13 da Pesaro ed è attrezzata con ampi e comodi parcheggi, pensati appositamente per i visitatori.

Durante il periodo estivo è collegata alla Riviera Romagnola da un trenino turistico, che, da Cattolica, consente di salire al borgo antico, senza doversi concentrare nella guida e quindi potendo godere appieno del panorama mozzafiato. Il susseguirsi dei diversi colori che contraddistinguono le differenti coltivazioni delle colline regala una vista magnifica, che appaga l’occhio e lo spirito, grazie alla sensazione di calma e serenità di altri tempi che è in grado di infondere. Durante la salita dalla Riviera verso la Rocca, si attraversa la parte moderna di Gradara, sviluppatasi attorno all’antico borgo medioevale e, avvicinandosi al Castello, si possono ammirare le sue mura trecentesche, i merli guelfi e i bastioni rettangolari, che costituiscono una splendida testimonianza di architettura militare del XIV secolo. La sensazione è di tornare lentamente indietro nel tempo.

Arrivati davanti alla Torre dell’Orologio, porta di entrata al borgo, costituita da un arco a tutto sesto sormontato da una torre quadrata su cui campeggiano gli stemmi delle famiglie che hanno governato il borgo, i Montefeltro, gli Sforza e i Malatesta, di fronte a noi si apre una salita lastricata, alla cui sommità è situata la Rocca. L’imperativo è “scarpe comode”!

Tutto il borgo si è sviluppato attorno alla costruzione originaria del XII secolo, eretta per volontà di Pietro e Ridolfo De Griffo, con l’obiettivo di sfruttare la posizione strategica e dominante di Gradara per scopi militari. Alla famiglia De Griffo si sono susseguiti diversi feudatari, che facendo edificare le ali del castello attorno al Mastio del 1150, nucleo originario, modificarono la struttura primitiva, per accrescerne sia la potenza militare, sia di la magnificenza dal punto di vista artistico. Nel borgo, racchiuso tra una doppia cinta muraria, una più esterna, percorsa dal camminamento di ronda, su cui è possibile fare una passeggiata molto suggestiva e una cinta intermedia, con torri e porta autonoma, si respira un’aria fiabesca.

Lungo la salita verso la Rocca si trovano, intervallati da bar e negozi di souvenir tipici, la Chiesa del SS. Sacramento, detta anche di S. Clemente, martire romano del II secolo, le cui spoglie sono custodite all’interno; la Pinacoteca Comunale, nel palazzo Rubini-Vesin, al cui interno è conservata la Pala di Giovanni Santi, padre di Raffaello Sanzio e infine, dopo la torre campanaria, sulla destra la Chiesa di S. Giovanni Battista del XV secolo, con il Crocifisso ligneo del ‘400, che stupisce il visitatore con le tre diverse espressioni del Cristo che si colgono da altrettante posizioni di osservazione.

Subito dopo è situata la biglietteria del Castello: oltrepassando un cancello si accede alla Piazza d’Armi ed è possibile iniziare la visita alla Rocca, nelle cui sale restano le testimonianze degli antichi fasti e splendori delle diverse famiglie governanti. Da ricordare, all’interno della Cappella del Castello, la preziosa Pala Robbiana, posizionata dietro all’altare. Molti dei segreti della Rocca sono custoditi nel Museo Storico di Gradara: un’ampia esposizione degli strumenti di tortura dei diversi secoli, delle cinture di castità, dei costumi e delle immagini del tragedia di Paolo e Francesca, delle armi bianche medioevali e di altro ancora. I più arditi non possono rinunciare alla possibilità di visitare le grotte e i cunicoli del IV e V secolo D.C.

Il borgo di Gradara offre un’atmosfera incantata e molto romantica, resa unica dalle sue viuzze, dalle piccole piazzette e dalle case il cui aspetto sembra essersi fermato nel tempo. L’atmosfera speciale che si respira diventa ancora più particolare la sera: il panorama notturno è a dir poco magico, grazie anche al fascino del Castello illuminato. Nel periodo estivo le visite sono possibili fino a tarda sera: di giorno vita da spiaggia e la sera si fa un salto indietro nel tempo, immergendosi in una realtà da favola.

A fine luglio viene rievocato l’Assedio al Castello che ha avuto luogo nel 1446 e durato 43 giorni, durante il quale Sigismodo Malatesta, Signore di Gradara, ha opposto resistenza alle truppe congiunte di Francesco Sforza e Federico Da Montefeltro. Un’esperienza affascinante, davvero unica per i turisti!

La vista al borgo richiede un certo impegno: per una pausa di ristoro, oltre ai bar dov’è possibile fare uno spuntino veloce, Gradara offre molti ristoranti, in cui gustare le specialità della zona in un ambiente caratteristico. L’Hostaria del Castello, Il Bacio, La Botte, La Cantina degli Armigeri, la Pizzeria da Berto, l’Osteria della Luna, Mastin Vecchio e La Tavernetta del Luppolo sono solo alcuni tra i tanti. Per chi invece vuole vivere più a lungo l’atmosfera incantata è possibile pernottare direttamente a Gradara.


Gradara e la sua storia: un borgo tutto da scoprire!

 


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